Delle riletture

Amore non è una cosa tranquilla, non è delicatezza, confidenza, conforto. Amore non è comprensione,condivisione, gentilezza, rispetto, passione che tocca l’anima o che contamina i corpi. Amore non è silenzio, domanda, risposta, suggello di fede eterna, lacerazione di intenzioni un tempo congiunte,tradimento di promesse mancate, naufragio di sogni svegliati. Amore è toccare con mano il limite dell’uomo.
Scrive Platone: “Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire che cosa vogliono l’uno dall’altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provano una passione così ardente a essere insieme. E’ allora evidente che l’anima di ciascuno vuole altra cosa che non è capace di dire, e perciò la esprime con vari presagi, come divinando da un fondo enigmatico”.

Loris Gemelli

Il giovane Holden

Holden Caulfield è un ragazzo di sedici anni, stranamente dai capelli grigi. Racconta la sua storia in prima persona e ci avverte subito: non dirà niente sulla sua vita precedente, non perderà tempo con un racconto biografico, piuttosto racconterà delle cose assurde che gli sono capitate intorno all’ultimo Natale trascorso.
La storia si svolge negli anni Cinquanta e copre il racconto di un solo fine settimana. Holden studia al College di Pencey e ha sostenuto pochissimi esami e da lì è stato cacciato. Il che non rappresenta certo una novità per lui, giacché è stato espulso da altre scuole in passato.

Holden Caulfield è un eroe di carta, sogna di far finta di essere sordomuto (”così mi sarei risparmiato tutte quelle maledette chiacchiere idiote e senza sugo”); di fuggire da New York; e di costruirsi una casetta “vicina ai boschi, ma non proprio nei boschi”, in modo tale che fosse “in pieno sole tutto il tempo”.
La trama è tutta qui. Poca roba.Se non fosse per quella voce narrante, spiccia e senza fronzoli, che è la cifra distintiva e la forza di tutto l’impianto. Come lo sono i suoi pensieri (di terza fila, direbbe un giovane Baricco, laureato alla scuola di
“Totem”) e il suo umore rabbioso. Perché è arrabbiato Holden? Ciascuno di noi ci ha trovato la propria di rabbia e lo ha fatto suo, familiarizzando con quel suo modo difettoso di esprimersi, infarcito – nella formidabile, indimenticata versione italiana di Adriana Motti – di “e tutto quanto”, “e compagnia bella”, “e quel che segue” a tradurre sempre e soltanto l’espressione “and all”. Per chi lo ha letto, roba da “lasciarti secco”.

Il finale: irriverente, provocatorio, geniale.
“E’ buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”.

Loris Gemelli

Chiamami col tuo nome

Romanzo crepuscolare sull’iniziazione erotico-sentimentale di Elio, brillante 17enne – figlio di un illuminato professore universitario ebreo – che si innamora del giovane e appassionato “ospite dell’estate” Olivier, studente Newyorkese, sbarcato in Italia, e quindi nella dimora borghese dei genitori di Elio, per ultimare la sua tesi post dottorato.
E’ la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una lunga lettera d’amore, un’invocazione, una domanda che resta aperta per gli anni a venire. Finché Elio e Oliver si ritroveranno, un giorno, a cercare parole per dire l’indicibile, per confessare, prima di tutto a sé
stessi, che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».
Il finale nostalgico, riparatore.
“Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo e chiamami col tuo nome.”

Loris Gemelli

L’amore ai tempi del colera

Epopea di un amore romantico e infinito, capace di pazientare, con fede incrollabile, per “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese”. Tanto deve aspettare Florentino Ariza, poeta e proprietario della Compagnia Fluviale del Caribe, prima di poter finalmente vedere realizzato il suo sogno con Fermina Daza, la più bella ragazza della Colombia. E’ la cronaca di una lunga e fiduciosa attesa, di un desiderio che non si sopisce, col passare degli anni, ma
caparbiamente, cresce e si rinnova.Il finale perfetto, circolare.

“Il capitano guardò’ Fermina Daza e vide sulle sue ciglia i primi fulgori di una brina invernale.Poi guardò Fiorentino Ariza, la sua padronanza incivile, il suo amore impavido, e lo turbò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
‘Fino a quando crede che possiamo continuare con questo andirivieni del cazzo?’
gli domandò. Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese. ‘Per tutta la vita’ disse.”

Loris Gemelli

La strana biblioteca

Non sai mai dove va a parare. Non provare nemmeno a immaginare la fine mentre leggi Murakami. Non ha senso, non serve. Del resto, come diceva Kavafis, il viaggio è più importante della meta. Lo stesso vale per l’autore giapponese che, una volta sfogliato, non lo si lascia più. Ma occorre farsi guidare dalle pagine senza scorciatoie o desiderio di trovare una logica convenzionale.